EXOR: la holding italiana con tanta cassa

02.07.2026

PRIMA DI APRIRE LA SCATOLA

Nel 1899 Giovanni Agnelli fondò la FIAT. Centoventisette anni dopo, la holding che controlla l'eredità di quella famiglia — Exor N.V., con sede ad Amsterdam — è diventata qualcosa di molto più grande e molto più complesso di una semplice cassaforte familiare.
Con un valore patrimoniale netto di circa 33-36 miliardi di euro, il suo portafoglio è composto principalmente da società in cui Exor è l'azionista di maggioranza o di riferimento: Ferrari, Stellantis, CNH Industrial, Philips, Christian Louboutin, The Economist, Juventus Football Club — e la piattaforma di gestione patrimoniale Lingotto, che ha ormai superato i 10 miliardi di dollari di asset in gestione.
Oggi il titolo quota circa €66-67 su Euronext Amsterdam. Il NAV per azione è €164,4. Lo sconto sul valore intrinseco supera il 60%.
Dal 2009 a oggi, il discount medio sul NAV è stato intorno al 30%, contro oltre il 50% attuale. Nel 2023 lo sconto era pari al 35%, mentre dieci anni fa si aggirava intorno al 15%.
Il mercato non sta solo ignorando il valore degli asset. Sta applicando uno sconto record — il più ampio degli ultimi quindici anni — su uno dei track record di allocazione del capitale più solidi d'Europa.
Apriamo la scatola.


LA SCATOLA DALL'ESTERNO: COSA VEDE IL MERCATO

Per Exor il 2025 è stato "un anno difficile", a causa di una serie di fattori interni ed esterni. Il mercato vede tre problemi sovrapposti.
Primo: le partecipate quotate hanno sofferto. A pesare sulla performance di Exor sono stati i pesanti cali registrati delle partecipate quotate e in primis da Stellantis (-15,5%) e Ferrari (-21%). Il valore della quota Ferrari è sceso da €18,3 miliardi a €12 miliardi in dodici mesi. Stellantis — in profonda ristrutturazione — ha contribuito con un'altra perdita di valore significativa.

Leggi tutta l'analisi

Share