AMPLIFON: da distributore e produttore, La nuova strategia

23.06.2026

PRIMA DI APRIRE LA SCATOLA

C'è un'azienda italiana quotata al FTSEMib che negli ultimi 12 mesi ha perso quasi il 60% del suo valore di borsa.
Non è un'azienda in crisi. Non ha perso quote di mercato. Non ha tagliato il dividendo.
Ha fatto qualcosa di molto più dirompente: ha deciso di cambiare pelle.
Quella scatola è Amplifon. Apriamola.

LA SCATOLA DALL'ESTERNO: COSA VEDE IL MERCATO


Il mercato guarda Amplifon e vede tre cose brutte, tutte insieme:
1. Un 2025 deludente. Crescita organica negativa nei primi nove mesi (-0,3%). Margine EBITDA adj. sceso al 22,6% dal 23,5% dell'anno prima. Utile netto -15,4%. Il titolo era già in caduta libera.
2. Un debito che cresce. PFN (posizione finanziaria netta)) a €1,04 miliardi a fine 2025, leva 1,92x. Non allarmante in assoluto, ma in aumento rispetto a 1,63x di fine 2024. Dopo €350 milioni spesi tra capex, acquisizioni di centri, dividendi e buyback.
3. Un'acquisizione da €2,3 miliardi annunciata a marzo 2026. GN Hearing. Il titolo il giorno dopo tocca €7,90 intraday. Da €27+ del 2024 a meno di €8 in poco più di un anno. Leva pro-forma che sale a ~3,0x. Aumento di capitale da €453 milioni. Diluizione.
Il mercato legge tutto questo e prezza uno scenario di esecuzione fallimentare. Quasi una condanna preventiva.

Leggi tutta l'analisi

Share