Danieli, analizziamo gli ultimi numeri
Fondata a Udine nel 1914. Il più grande produttore mondiale di impianti siderurgici per la decarbonizzazione dell'acciaio. Ieri ha perso il 15,4% in Borsa. La cassa netta è a €1 miliardo. Il backlog è a €6 miliardi. Il mercato sta sbagliando domanda.
PRIMA DI APRIRE LA SCATOLA - la reazione del mercato
Il 25 settembre 2026, a mercati chiusi, Danieli & C. Officine Meccaniche ha pubblicato i risultati dell'esercizio 2025/2026 — l'anno fiscale che chiude al 30 giugno.
Il 28 settembre — ieri — il titolo ordinario ha perso il 15,4% in una singola seduta, chiudendo a €50. Volumi esplosi: 474.987 pezzi contro una media giornaliera di 1.124. La risparmio (DANIn) ha ceduto il 14,64%.
Dai massimi di €77,50 a 52 settimane, il titolo ha perso il 35%. La capitalizzazione di mercato è crollata a circa €2,4 miliardi — su un'azienda che ha €1,02 miliardi di cassa netta adjusted, €6,04 miliardi di backlog ordini e un utile netto di €230 milioni cresciuto del 5%.
Il mercato ha letto una guidance 2026/2027 sotto il consenso e ha venduto tutto. La scatola è rimasta chiusa.
Apriamola.
LA SCATOLA DALL'ESTERNO: COSA VEDE IL MERCATO
Il mercato ieri aveva tre numeri davanti e ne ha letti solo due.
Numero uno: i ricavi 2025/2026 a €3,83 miliardi — in calo del 9% rispetto ai €4,20 miliardi dell'anno precedente. Calo strutturato principalmente sul Plant Making (-10,9%). Miss del 4,4% rispetto alle stime di Banca Akros e del 3,9% rispetto al consenso.
