ll ciclo delle materie prime letto al contrario

26.09.2026

Di solito il ciclo delle materie prime si legge in un solo verso: forte crescita globale, domanda che supera l'offerta, prezzi in salita. Se si osserva la fase 2025–2026 al contrario, salta agli occhi un dettaglio decisivo: il motore non è la domanda fisica. È un ciclo guidato dall'offerta, dalla geopolitica e dalla finanza, in cui i singoli comparti si muovono in direzioni opposte.

Un ciclo che non gira più tutto insieme

Negli scorsi decenni era il petrolio a dettare la direzione dell'indice commodity. Oggi il quadro è frammentato: nel 2025 l'energia ha chiuso con rendimenti modestamente negativi, mentre metalli industriali e preziosi hanno trascinato l'indice in forte rialzo — il BCOM ha reso circa il 15%, in un mix anomalo di tagli dei tassi della Fed e sorprese rialziste sui metalli (Goldman Sachs Research, Commodities Outlook 2026).

Leggere il ciclo "al contrario" significa partire proprio da questa divergenza: non è più l'economia globale a tirare tutto il complesso, ma fattori specifici di ogni comparto.

Energia: il ciclo capovolto dall'offerta

Il petrolio è l'esempio più chiaro di ciclo rovesciato. Quello che doveva essere un mercato


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