TEAMVIEWER: valutiamo i numeri
PRIMA DI APRIRE LA SCATOLA
C'è un'azienda tedesca il cui software è installato su quasi 600 milioni di dispositivi in tutto il mondo. Lo usano i tecnici IT per accedere da remoto ai computer dei colleghi. Lo usano i medici per monitorare attrezzature ospedaliere a distanza. Lo usano le fabbriche per gestire macchinari industriali connessi. Lo usa probabilmente anche il tuo reparto IT.
Si chiama TeamViewer. È quotata su Xetra dal 2019, quando Permira la portò in borsa a €26 per azione con una delle IPO tech più attese d'Europa.
Oggi quota €6,26. Il minimo storico di €4,24 è stato toccato il 10 aprile 2026. Dai massimi del 2024 a €14,75, il titolo ha perso il 67%.
Il P/E è 6,74x — da confrontare con una media di settore di 24,84x. Il target price medio degli analisti è €7,84, con un massimo stimato a €13. Su 6 analisti che coprono il titolo, nessuno dice "vendi".
Apriamo la scatola.
LA SCATOLA DALL'ESTERNO: COSA VEDE IL MERCATO
Il mercato guarda TeamViewer e vede una storia di promesse mancate, guidance tagliate e un modello di business che sembrava premium ma si è rivelato più fragile del previsto.
La narrativa è precisa: nel 2019 Permira vende TeamViewer a €26 — una valutazione da hyper-growth SaaS. Il mercato si aspetta anni di crescita a doppia cifra sostenuta. Invece arrivano, uno dopo l'altro, i deludenti: crescita che rallenta, sponsorizzazioni controverse (Manchester United, Formula 1), guidance abbassate nel 2024, debito salito con l'acquisizione di 1E. Il mercato si stufa e vende.
Il Q2 2026 migliora. Ricavi a €182,75 milioni
